Il mosaico della Trasfigurazione ha attraversato i secoli per portarci la testimonianza di una cultura religiosa, simbolica, iconografica, tecnica e materiale molto lontana nel tempo.
Ed è proprio il tempo, con le vicende che in esso si sono susseguite, ad aver avuto un ruolo importante nell’invecchiamento dei materiali che costituiscono questa importante opera e nel deterioramento che ne ha minato la sopravvivenza.
I terremoti hanno sottoposto la chiesa, e con essa i suoi rivestimenti a mosaico, a stress di tipo strutturale che si sono ripercossi sulle parti più fragili, causandone il graduale o istantaneo distacco in più punti.
Le malte che supportano il mosaico si sono fratturate e discostate dal muro della chiesa; le tessere
hanno iniziato a cadere, una ad una, nelle zone maggiormente colpite da questo fenomeno; l’acqua piovana ha iniziato ad entrare dalle finestre nella parte superiore dell’arco, e scorrendo sulle superfici, ha corroso i materiali e causato la perdita definitiva di tessere nella parte immediatamente sottostante la bifora.
Proprio nel fulcro dell’intero impianto decorativo, al centro dell’abside, l’acqua infiltrandosi, senza aver modo di fuoriuscire, ha appesantito gli strati preparatori del mosaico in corrispondenza del volto del Cristo, accumulando detriti al suo interno. Qui, al culmine della parte più concava dell’abside, ha causato il distacco più grave, separando il centro della raffigurazione dal supporto murario di almeno 10 cm, dando origine ad una “spanciatura” pronta a precipitare a terra.
Altre zone del mosaico rischiavano di andare perdute. E’ il caso della scena superiore dell’arco raffigurante la consegna delle Tavole, l’angelo destro, e i medaglioni della parte superiore dell’abside con la raffigurazione degli apostoli Paolo e Andrea. La Croce centrale all’apice del sottarco è andata per la maggior parte distrutta. La gravità della situazione è evidenziata dalla mappa dei distacchi, realizzata durante la fase progettuale dell’intervento di conservazione.
Seppure di minore gravità, altri fenomeni hanno contribuito al deperimento dei materiali del mosaico. Il suo aspetto, all’inizio del programma di conservazione, era ingrigito, ricoperto da secoli di depositi di polvere movimentata dall’intensa frequentazione della chiesa da parte di migliaia di fedeli, e incupito dagli elementi oleosi dei fumi delle candele e dell’incenso utilizzati nelle cerimonie religiose.