L’intervento è stato finalizzato al ripristino delle condizioni di conservazione dell’intero monumento. Accanto alle operazioni di consolidamento dei materiali e di pulitura delle superfici, sono stati realizzati interventi di prevenzione sulla struttura atti a rimuovere le cause principali di danno, e interventi di controllo e manutenzione ordinaria.

Gli interventi diretti effettuati sono stati, la pulitura preliminare, il consolidamento dei materiali, la pulitura delle superfici, la stuccatura delle lacune, l’integrazione pittorica delle lacune dei dipinti. Tra i primi e più urgenti interventi eseguiti vi sono stati il consolidamento degli strati di roccia distaccati e la riadesione degli strati d’intonaco al supporto e tra loro. A causa della gravità dei distacchi i consolidamenti, realizzati con infiltrazioni di malta idraulica a base di calce sono stati effettuati procedendo con estrema gradualità puntellando le aree prossime al crollo.

Per restituire alla roccia e ai dipinti le condizioni di leggibilità e di fruibilità, completamente compromesse dalla presenza del nerofumo, sono stati realizzati due cicli di pulitura, finalizzati alla rimozione selettiva delle sostanze estranee presenti fino a raggiungere, senza intaccarli, gli strati dipinti.

La roccia è stata integralmente pulita con acqua addizionata con un tensioattivo a blanda azione biocida, spazzolando la superficie ed eseguendo ripetuti risciacqui. Sugli intonaci dipinti la pulitura è stata graduale. Asportato il primo strato di nerofumo è stato possibile avere una visione più precisa dello stato delle pitture e si è potuto procedere ad una pulitura localizzata più approfondita. Per rimuovere i residui più consistenti di nerofumo e i depositi di natura organica è stata utilizzata una miscela solvente debolmente alcalina applicata a pennello su un doppio strato di fogli di cellulosa. La stessa miscela è stata impiegata ad impacco con polpa di cellulosa per rimuovere i depositi inglobati da strati di carbonatazione superficiale.

Raramente si incontrano dipinti murali così danneggiati da perdite naturali del tessuto pittorico e dall’azione vandalica dei visitatori, tanto da rendere impossibile la percezione visiva delle immagini e il riconoscimento delle sovrapposizioni storiche. Si è scelto pertanto di recuperare il più possibile la leggibilità delle decorazioni, rispettando allo stesso tempo le sue vicissitudini passate. Attraverso un paziente lavoro d’integrazione, eseguita sottotono con colori ad acquarello, le isole di colore originale sopravvissute sono state cucite l’una all’altra, in modo da ricomporre l’unità formale delle immagini rappresentate. Per quanto molto dell’impianto iconografico sia andato perduto per sempre, oggi è possibile distinguere l’oggetto delle rappresentazioni, apprezzarne la qualità stilistica, riconoscere l’appartenenza ad una o all’altra fase della storia del monumento. I deturpanti graffiti che fino a poco tempo fa emergevano come uniche testimonianze all’interno dell’ipogeo, seppure presenti in modo incancellabile, sono nascosti all’occhio dei visitatori e solo la luce radente delle lampade ne può rivelare la presenza.