La comprensione dei meccanismi di degrado, lo studio del monumento, delle tecniche di esecuzione antiche e dei materiali costitutivi, dei fenomeni di alterazione della struttura e delle sue decorazioni, rappresentano la fase preliminare di ogni intervento di conservazione. Tra gli strumenti di analisi utilizzati hanno avuto un posto significativo il rilevamento grafico in scala 1:20 dell’intera Tomba del Capo con le annesse celle laterali, il rilievo grafico in scala 1:5 delle superfici dipinte, la documentazione preliminare con fotografie e disegni su basi grafiche dei fenomeni di alterazione riscontrati sulle superfici dipinte e sulla roccia.

Queste alterazioni interessavano sia il supporto in roccia che gli strati d’intonaco. Estesi distacchi dovuti a percolazioni d’acqua, efflorescenze di sali solubili, crescita di radici mettevano seriamente a rischio la sopravvivenza dei dipinti e delle decorazioni superstiti.

Estesissime lacune e abrasioni procurate dalle incisioni e dai graffiti, nonché l’annerimento dovuto ai depositi di nero fumo e all’alterazione cromatica del cinabro, pigmento che, se usato ad affresco, annerisce in modo irreversibile, impedivano la lettura delle decorazioni.