Luogo dell'intervento: 
Convento S. Nicola, Belmonte in Sabina, Rieti, Italia; Alghero, Sassari
Quando: 
01/04/2014
Tipo d'intervento: 
Ricomposizione degli insiemi con ricerca degli attacchi, applicazione su nuovo supporto, intervento conservativo completo, musealizzazione dei frammenti di intonaco, marmo e stucco.
Committenza: 
Comune di Alghero, Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Sassari e Nuoro
Direzione scientifica: 
Arch. Patrizia Tomassetti, Dott. ssa Daniela Rovina
Direzione tecnica: 
Roberto Nardi e Andreina Costanzi Cobau

La villa romana di Sant’Imbenia sorge nella baia di Porto Conte, nel territorio di Alghero, in provincia di Sassari. Il sito è stato scavato parzialmente negli anni 1994-2005, riportando alla luce interessanti reperti relativi ai rivestimenti parietali e pavimentali di due ambienti della villa.

I lavori di conservazione, restauro e musealizzazione degli intonaci dipinti parietali ed absidali in frammenti, elementi lapidei e stucchi provenienti dalla villa romana di Sant’Imbenia sono iniziati nel 2011 e si sono conclusi nel 2014.

Partendo dal contenuto di quasi 230 cassette, nelle quali si intravvedevano frammenti di intonaci, stucchi e marmi, servendosi di alcune informazioni derivate dalle varie campagne di scavo e dall’osservazione diretta degli ambienti in situ, si è costruita una strategia di intervento avente l’obiettivo preciso di esporre la maggior quantità possibile di materiali provenienti dalla Villa nel Museo della Città, in Alghero, per far capire al pubblico tipologie architettoniche e decorative della Villa e lo stile di vita dell’epoca.

Il metodo scelto è stato quello di un intervento basato sulla piena documentazione dei reperti e delle operazioni eseguite, sull’impiego di materiali compatibili con l’originale e pienamente reversibili, sull’uso di tecniche conservative canonizzate.
Con queste premesse abbiamo operato e prodotto un pavimento in opus sectile e una serie di pannelli figurati in stucco, una parete decorata con lastre in marmo coerente con l’opus sectile e un soffitto in intonaco dipinto costituito da un cassettonato composto di elementi a cupola e a rettangoli e rombi piani.
Questo ha permesso di ricreare l’unità decorativa di un ambiente ricco e complesso, oggi in mostra al Museo della Città di Alghero.

L’intero progetto, durato tre anni, ha compreso le seguenti operazioni: pulitura, consolidamento, ricerca degli attacchi, assemblaggio, montaggio, creazione di nuovi supporti, stuccature finali, tecnologie per l’esposizione, creazione di pannelli esplicativi.