Il mosaico della Trasfigurazione riveste una superficie di 46 mq nell’abside e nell’arco sovrastante della Basilica del Monastero di Santa Caterina. Realizzato nel VI secolo per volere dell’imperatore Giustiniano è costituito da una ricca gamma cromatica di paste vitree, vetro, tessere d’oro, d’argento, e tessere in materiale lapideo.
Il mosaico costituisce un gioiello dell’arte bizantina delle origini. Nel corso dei secoli ha subito innumerevoli danni dovuti a terremoti e ad una ininterrotta frequentazione della chiesa da parte di pellegrini provenienti da tutto il mondo.
Distacchi dello strato preparatorio dal muro, spanciamenti della superficie musiva, lacune del tessellato, sono alcune delle manifestazioni del degrado che ha portato la comunità monastica ad intraprendere un delicato programma di consolidamento e conservazione del mosaico affidandone l’esecuzione al CCA, Centro di Conservazione Archeologica di Roma.
I lavori sono iniziati nel 2005 grazie ad un finanziamento dell’Emiro del Qatar, Sceicco Hamad bin Khalifa al Thani, a seguito di un progetto realizzato dal CCA nel 2001, su commissione del GCI (the Getty Conservation Institute). Si prevede di concludere il lavoro alla fine del 2009.