La madrasa Amiriya fu costruita per volontà del sultano Amir bin Abd al-Wahhab della dinastia Tahirid, nel 1504. L’edificio è riccamente decorato al suo interno. In particolare la sala destinata alla preghiera: sopra un fregio istoriato in stucco con iscrizioni Coraniche, elaborate e coloratissime pitture murali a tempera, con ornati epigrafici, geometrici e vegetali, per una superficie totale di 600 metri quadrati, ricoprono gran parte delle pareti e delle cupole. Lo stato di abbandono e rovina dell’intero monumento hanno portato Selma Al Radi, archeologa di chiara fama, ad intraprendere un programma per la sua conservazione e recupero, utilizzando esclusivamente materiali e tecniche tradizionali. Dopo ventidue anni di lavoro, con l’impegno finanziario dei governi d’Olanda, dello Yemen e dell’Italia, il progetto Amiriya si è concluso nel 2005 restituendo alla città e alla nazione un monumento eccezionale.
Il CCA, Centro di Conservazione Archeologica di Roma, dopo una fase progettuale (1998), è stato impegnato nella conservazione delle pitture murali che decorano la sala delle preghiere.
Il programma di conservazione delle pitture è stata occasione per studiare una strategia di ampio respiro, finalizzata a contribuire in modo efficace allo sviluppo di una cultura della conservazione nello Yemen e fornire una base di partenza per una sua realizzazione autonoma nel territorio. A tal fine sono state organizzati corsi di formazione per operatori locali e prodotti materiali per la diffusione dei risultati del progetto.
Nel 2007 il progetto Amiriya ha ricevuto il prestigioso riconoscimento dell’ Aga Khan Award for Architecture