La storia narra che Adriano amasse passeggiare tra le opere d’arte che ornavano la villa di Tivoli. Tra queste, il Fauno Ebbro in rosso antico, le Amazzoni copie da originali greci di Fidia e Policleto e il Centauro Vecchio e il Centauro Giovane in marmo grigio. Queste due sculture, considerate tra i pezzi celebri della raccolta capitolina, sono esposte nella spina centrale del Salone di Palazzo Nuovo dal 1765, anno in cui Papa Clemente XIII le acquistò e le donò al museo.
I due capolavori, del II secolo d.C., furono rinvenuti nel 1736 durante gli scavi condotti da monsignor Furietti, nell’area di Villa Adriana a Tivoli. Restaurati poco dopo, dallo scultore Carlo Antonio Napoleoni, rimasero per circa trent’anni ad adornare la residenza del monsignore, nel Palazzo di Monte Citorio, fino a quando non furono venduti dagli eredi Furietti ed esposti nel museo.
Le sculture sono opere di altissima qualità tecnica e artistica e rientrano tra i pezzi storicamente più significativi e importanti della scultura antica. Il restauro eseguito dal CCA li ha riportati all’antico splendore.
L’eccezionalità delle sculture, la loro collocazione in un punto chiave del Museo Capitolino, la grande delicatezza e spettacolarità dell’intervento di restauro, hanno offerto l’occasione di trasformare il tradizionale cantiere di restauro “chiuso al pubblico” in un evento culturale “aperto” alla comunicazione e alla trasmissione delle informazioni storiche, archeologiche, tecniche e conservative delle opere. Nel 2004 a Bilbao il progetto “ApertoperRestauro” ha ricevuto il Keck Award dell’IIC, the International Institute of Conservation di Londra per la migliore iniziativa per l’informazione del pubblico sul tema della conservazione.